Nuova Guida all’Origine Non Preferenziale della Merce

  • Il 1° maggio 2016 è entrato in vigore il nuovo Codice Doganale dell’Unione (CDU), e le relative disposizioni (DCU), che hanno sostituito il vecchio Codice Doganale Comunitario (CDC). La nuova normativa ha portato talune novità in materia di origine. Tra le novità introdotte, si vuole sottolineare la sostanziale differenza nella trattazione dell’origine non preferenziale (c.d. made-in) dei pezzi di ricambio, ovvero, nello specifico, di quelle parti di macchine, veicoli o apparecchi spedite o consegnate successivamente al prodotto del quale costituiscono parte integrante. Prima di addentrarci nella trattazione del tema, si riporta uno schema riepilogativo dei regolamenti che hanno attuato queste modificazioni, individuando con chiarezza quelli che saranno i vari riferimenti normativi analizzati di seguito:

    L’individuazione dell’esatta origine della merce è indispensabile dal punto di vista doganale in quanto necessaria per l’applicazione delle misure di politica commerciale che colpiscono solo le merci originarie di alcuni paesi. Fra le misure di politica commerciale ricordiamo:

  • - i dazi antidumping
  • - i dazi compensativi
  • - le misure di salvaguardia
  • - le restrizioni quantitative (contingenti)
  • - la predisposizione delle statistiche commerciali

  • E’ altresì collegato al concetto di origine il cosiddetto marchio di origine o “Made in del prodotto”. E’ evidente che tale marchio, pur non avendo nessuna rilevanza tributaria, ha un effetto sensibile nella fase di commercializzazione, poiché, agendo sulla qualità percepita del prodotto, può arrivare ad orientare le scelte di acquisto dei consumatori. Si vedrà più avanti, nel capitolo relativo agli strumenti di difesa del made in, che la marcatura di origine, attualmente non obbligatoria nel mercato comunitario, è oggetto di una serie di previsioni normative volte a prevenire e sanzionare l’apposizione di marcature di origine false o ingannevoli sui prodotti. Va infine sottolineato come il concetto di origine, assimilabile al concetto di nazionalità economica del bene, sia associato al luogo di fabbricazione di un bene e non deve essere per nessuna ragione confuso con il concetto di provenienza. La provenienza di un bene individua infatti, non il luogo in cui il bene è stato fabbricato, ma il luogo da cui il bene viene spedito; è pertanto possibile che l’origine e la provenienza di uno stesso bene non coincidano. Per quanto sopra è utile evidenziare come sia da evitare il comune errore di ritenere che un bene acquistato sul territorio italiano sia necessariamente di origine italiana, è infatti possibile che un fornitore nazionale abbia acquistato quello stesso bene da un sub-fornitore estero, ovvero che abbia trasformato quel bene a partire da materie prime/componenti di origine estera in maniera non sufficiente a conferire l’origine italiana al prodotto finito.


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